L’ansia

ansia-sintomi

L’ansia è una reazione utile in alcune circostanze, soprattutto quando si deve rispondere rapidamente a un pericolo. E’ una forma di paura.

Considera il seguente esempio. Stai attraversando una strada larga e trafficata sulle strisce pedonali. Improvvisamente, ti accorgi che un camion che non rallenta si sta dirigendo verso di te. Per salvarti cominci a correre verso il marciapiede, che è alcuni metri più in là. Quando il tuo cervello si accorge del pericolo, avvengono nel tuo corpo automaticamente numerosi cambiamenti.Le modificazioni fisiologiche producono, oltre che un’emozione di apprensione e spavento, le seguenti manifestazioni o sintomi fisici dell’ansia:

Tremori– Irrequietezza, agitazione– Tensione muscolare– Sudorazione abbondante– Fiato corto– Batticuore o accelerazione dei battiti– Mani fredde e sudate– Accelerazione del respiro– Bocca secca– Vampate di calore o brividi di freddo– Nausea– Sensazione di “nodo allo stomaco”.

Queste reazioni, conosciute come risposta di attacco o fuga, fanno sì che tu sia in grado di correre molto velocemente sul lato della strada per non essere investito dal camion!

La risposta di attacco o fuga era utile quando, in passato, dovevamo combattere contro gravi e imminenti pericoli fisici come quelli rappresentati dagli animali predatori. Non dobbiamo meravigliarci, pertanto, se quando siamo minacciati ci manca il respiro, il cuore batte forte, abbiamo la nausea, ci tremano le braccia e le gambe, abbiamo il desiderio di correre o di muoverci: si tratta di reazioni utili se dovessimo scappare o combattere un grave pericolo fisico.Certo la risposta di attacco o fuga è di poca utilità nelle situazioni stressanti del giorno d’oggi: non serve a molto correre quando il vigile ci ferma o lottare fisicamente quando si discute con il capoufficio.

Vi è una manifestazione della risposta di attacco o fuga che può essere spesso utile anche oggi: è l’aumento dello stato di vigilanza mentale, che ci può aiutare a fare meglio in attività impegnative. Non si dà il meglio di sé se si è completamente rilassati quando si affronta un esame, si gioca una partita o si discute un problema importante con i colleghi.

Quando, però, si diventa troppo ansiosi, la capacità di risolvere i problemi, ad esempio di educare i bambini o di affrontare le scadenze di lavoro, diminuisce, perché l’ansia riduce la capacità di pensare chiaramente e di agire in modo ragionevole e può rendere incapaci di fare anche le cose che si sanno far bene. Idealmente, per raggiungere il massimo dell’efficienza, si dovrebbe essere calmi in situazioni normali e un po’ ansiosi, tesi e vigili, ma non troppo, in situazioni difficili. Si noti che chi soffre di un disturbo d’ansia spesso si spaventa anche di un grado moderato di ansia, che potrebbe essere utile, perché teme che possa crescere fino a diventare incontrollabile.

In chi non riesce ad interrompere il ciclo dell’ansia, l’ansia può diventare cronica e causare i seguenti disturbi:

  • Sentirsi inquieti, tesi, con i nervi a fior di pelle
  • Stancarsi facilmente
  • Avere difficoltà a concentrarsi o avere l’impressione di mente vuota
  • Essere irritabili
  • Avere i muscoli tesi
  • Fare fatica a rilassarsi
  • Avere difficoltà ad addormentarsi o risvegliarsi frequentemente
  • Avere l’impressione di non farcela più o di non riuscire a far fronte alla situazione
  • Sentirsi demoralizzati e anche depressi

Se hai questi problemi, vuol dire che l’ansia ha cominciato a compromette la tua vita quotidiana. Poiché l’ansia è una risposta innata, non la si può eliminare completamente né, d’altra parte, conviene eliminarla, perché è talvolta utile. Si deve invece imparare a controllarla e a gestirla e per fortuna ci si può riuscire! Il tuo psicologo di fiducia può aiutarti a riaddestrare il circuito emozionale.

Potrebbero interessarti anche i seguenti articoli: tecniche di gestione dell’ansia: rilassamento isometrico e progressivo, training autogeno.