La dipendenza affettiva

dipendenza affettiva

Cos’è la dipendenza affettiva?

Può essere definita come una “condizione disadattiva caratterizzata da una necessità e da un desiderio imperiosi dell’altro che si traducono in pattern relazionali problematici, caratterizzati dalla persistente e assidua ricerca di vicinanza, nonostante la consapevolezza delle conseguenze negative di tale comportamento.”

La dipendenza affettiva affonda le sue radici durante l‟infanzia, nel rapporto con i genitori; coloro che da bambini sono stati dipendenti hanno ricevuto il messaggio di non essere degni d‟amore o che i loro bisogni non siano importanti.

La dipendenza affettiva ha una dinamica diadica, cioè che coinvolge due persone: alcune volte il partner del “dipendente affettivo‟ è un soggetto problematico, che maschera la propria dipendenza affettiva con una dipendenza da droga, alcool o gioco d‟azzardo; altre volte la persona amata è rifiutante, sfuggente o irraggiungibile.

In entrambi i casi ciò che seduce è la lotta: la dipendenza si alimenta dal desiderio di essere amati da chi non ricambia e lo stesso desiderio cresce in modo proporzionale al rifiuto.

Il dipendente vede l‟amore come strumento di risoluzione dei propri problemi. Il partner assume il ruolo di salvatore, diventa lo scopo della propria esistenza e la sua assenza, anche se temporanea, provoca nella persona dipendente la sensazione di non esistere.

Tra le caratteristiche della storia personale e familiare condivise da chi è coinvolto in un problema di dipendenza affettiva ci sono: la provenienza da una famiglia in cui sono stati trascurati, soprattutto in età evolutiva, i bisogni emotivi della persona; una storia familiare caratterizzata da carenza di affetto autentico; la tendenza a ri-attribuirsi nella propria vita di coppia di un ruolo simile a quello vissuto con i genitori e l‟assenza nell‟infanzia della possibilità di sperimentare una sensazione di sicurezza che successivamente genera, nel contesto della co-dipendenza, il bisogno di controllare in modo ossessivo la relazione ed il partner.

La dipendenza affettiva e la tossicodipendenza hanno molte analogie; in entrambe si sperimentano:

  • Intensa euforia quando vedono il partner, simile all’euforia che caratterizza l’uso di una droga
  • Craving (che è un desiderio spasmodico e irrefrenabile) per il partner o per la droga
  • Tendenza a ricercare sempre più la vicinanza con il partner (fenomeno simile alla “tolleranza”, un meccanismo che spinge i tossicodipendenti ad aumentare progressivamente la quantità di droga assunta abitualmente per ottenere l’effetto desiderato)
  • Quando una relazione finisce le persone dipendenti hanno dei sintomi d’astinenza che sono simili a quelli che si riscontrano nella sindrome d’astinenza dei tossicodipendenti (depressioneansia, insonnia o ipersonnia, irritabilità, perdita dell’appetito o abbuffate) che, esattamente come avviene nella tossicodipendenza,portano alla ricaduta; ad es. nella Dipendenza Affettiva avere una ricaduta vuol dire cercare nuovamente il partner nonostante sia stato infedele, violento, ecc.

Quali sono le caratteristiche generali della personalità con dipendenza affettiva?

 Bassa autostima

 Costante necessità di approvazione da parte degli altri e paura del rifiuto

 Bisogno costante di stare con il partner

 Intolleranza alla solitudine

 Difficoltà a dire “No”, anteponendo continuamente desideri e bisogni di altri ai propri

Esiste una differenza nella dinamica di dipendenza affettiva fra uomini e donne?

Negli uomini è più comune la tendenza ad allontanare dalla mente il dolore per carenze subite attraverso l‟identificazione con l‟attore di queste mancanze, un funzionamento che comporta l‟assunzione del ruolo precedentemente subito o il manifestarsi del bisogno di essere dipendenti nel comportamento di abuso di sostanze. Nelle donne, invece, si tende a rivivere ciò che si è subito riproducendo le carenze o le violenze, nel tentativo illusorio di controllarle e di riscattarsi dal passato.

Gli uomini dipendenti danno l‟impressione di essere sicuri di sé e che non sono troppo interessati alla relazione. Odiano il conflitto cercando il compromesso. Il manipolatore sceglierà una compagna insicura e vulnerabile, fragile e sottomessa che dona se stessa e si annulla totalmente per l‟altro, a tal punto da creare in poco tempo un rapporto di dipendenza.

La relazione si nutre attraverso la paura della separazione e della solitudine della donna, della sua fragilità emotiva e del bisogno di esistere solamente in funzione dell‟altro.

È nell‟infanzia di queste donne che si ricercano le profonde ferite che oggi portano loro a invischiarsi in queste relazioni sbagliate. Spesso esistono storie di maltrattamenti psicologici e fisici che hanno subito da piccole e che hanno prodotto in loro l‟idea di essere sbagliate e non meritevoli di amore tanto da portare, in età più matura, a rapporti di sottomissione e passività.

Inoltre è la speranza e l‟illusione di un cambiamento impossibile che fa sì che il rapporto perduri e si cronicizzino tali schemi, condizionando quindi la propria capacità di amare.

Puoi trovare altri approfondimenti sul tema nella seguente video intervista: https://www.youtube.com/watch?v=GenlyxBP5Is