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Le emozioni

L’emozione può essere definita come una reazione affettiva ad uno stimolo esterno che insorge repentinamente ed ha breve durata. La risposta produce una modificazione a livello fisiologico, viscerale, espressivo e psicologico, nonché una serie di propensioni ad agire. Alcuni studiosi (Goleman, Ekman)  individuano alcune “emozioni primarie”, dalle quale derivano manifestazioni più esterne, gli “umori” o “stati d’animo”, che sono più durevoli e meno intense delle emozioni. Ci sono poi i “temperamenti”, ovvero la propensione ad evocare una data emozione o umore che rende le persone malinconiche, timide o allegre. Le mozioni, del resto, ci ricordano un fatto: esse si vedono “da fuori” meglio di quanto si “da dentro”; per esempio, l’ostilità può essere inconsapevole, e se ci siamo alzati di cattivo umore capita spesso che gli altri se ne accorgano prima di noi. Il fatto che le emozioni spingano all’azione è ovvio soprattutto se si osservano gli animali o i bambini; è solo negli adulti “civili” che troviamo tanto spesso quella che nel regno animale si può considerare una grande anomalia, ossia la separazione delle emozioni – che in origine sono impulsi ad agire- dall’ovvio reazione corrispondente. Nel nostro repertorio, ogni emozione ha un ruolo unico, rivelato dalle sue caratteristiche biologiche distintive. Nei “disturbi emotivi” vi è una alterazione costante dell’emozione che non riesce più ad essere adeguatamente gestita dalla persona (depressione grave, disturbi d’ansia, ecc.)

Vediamo quali sono,  le c.d. emozioni primarie e le relative derivazioni:

la collera: furia, sdegno, risentimento, ira, indignazione, irritazione, animosità, fastidio, irritabilità, ostilità, odio e violenza patologici;

la tristezza: pena, dolore, cupezza, malinconia, autocommiserazione, solitudine, disperazione, depressione patologica.

la paura: ansia, timore, nervosismo, preoccupazione, apprensione, tensione, spavento, terrore, fobia e panico.

la gioia: felicità, sollievo, contentezza, beatitudine, divertimento, esaltazione. soddisfazione, euforia, entusiasmo maniacale.

l’amore: accettazione, benevolenza, fiducia, gentilezza, infatuazione, devozione, adorazione, dipendenza affettiva patologica.

il disgusto: disprezzo, sdegno, avversione, ripugnanza.

la sorpresa: meraviglia, shock, stupore.

la vergogna: senso di colpa, imbarazzo, rammarico, rimorso, umiliazione, rimpianto, mortificazione.

Il dibattito sulle emozioni è ancora oggi aperto, soprattutto per cercare di classificare meglio le innumerevoli varianti che scaturiscono da ciascuna emozione primaria.