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Dipendenza da sostanze

Cosa si intende con il termine “dipendenza da sostanze“?

Con il termine droga indicheremo esclusivamente le molte sostanze naturali o di sintesi, capaci di modificare l’umore, la percezione e l’attività mentale. Ciò che le accomuna è il fatto di esplicitare un’azione farmacologia di tipo psicoattivo; esse sono tuttavia tra loro estremamente diverse, sia per gli effetti che producono, che per la loro potenziale dannosità, ma anche per la diversa considerazione sociale di cui godono.

Con il termine “ADDICTION” si fa riferimento agli effetti fisici delle sostanze, identificati nella tolleranza e nello stato di astinenza. L’addiction è identificata in una serie di comportamenti stereotipati come il bisogno della sostanza, l’intensa sofferenza che deriva dalla cessazione, il fatto che la persona “sacrifica” tutto per la droga.

La dipendenza da sostanze si definisce per alcune caratteristiche:

• insorge a seguito di una ripetizione efficace dello stimolo;

• lo stimolo è efficace in quanto soddisfa il soggetto (allevia sofferenze, induce benessere psicofisico, provoca intensa sensazione di piacere, modifica la percezione della vita);

• avviene una alterazione dei pattern dei bisogni;

• c’è presenza di desiderio, orientato alla ripetizione del comportamento, di variabile intensità che può però condurre alla perdita del controllo (compulsione – craving);

• la ripetizione della stimolazione induce una alterazione della condizione neuropsicofisiologica nel soggetto (tolleranza ed astinenza) e cambiamenti comportamentali e psicologici.

Ancora una volta il concetto di piacere e di gratificazione conferma la sua importanza in quanto, come è noto da tempo, i meccanismi di gratificazione (fondamentali per la sopravvivenza della specie: sesso, cibo, aggressività, ..) procurano soddisfazioni forti che incitano ad una reiterazione del comportamento.

La dipendenza viene quindi intesa come patologia della relazione in quanto tra soggetto dipendente ed oggetto della dipendenza si sviluppa una relazione affettiva ed emotiva, basata sulle forti sensazioni di vita che la sostanza può dare.

La dipendenza come processo

La dipendenza può essere considerata un tentativo di controllare ed ottenere ciò che si desidera; cioè la ricerca incontrollabile ed illusoria di pienezza, attraverso una relazione con sostanze o comportamenti. Sebbene esistano molti generi di dipendenza, ogni dipendente crea una relazione con una sostanza o un comportamento per generare il desiderato cambiamento di umore.

– Entrare in azione

Il dipendente entra in azione quando mette in atto comportamenti di dipendenza o ossessioni mentali dipendenti. È un modo per creare certe emozioni che sono un interruttore mentale ed emotivo dentro di sé. Entrando in azione, sia con il pensiero che con il comportamento, il dipendente impara a creare la sensazione di essere rilassato, eccitato o controllato: egli può anche riuscire a provare paura, senso di colpa, disgusto verso sé stesso oppure odio verso di sé, ma entrando in azione il dipendente raggiunge l’illusione del controllo.

– Nutrimento attraverso la fuga

Il cambiamento di umore creato dalla messa in atto di comportamenti dipendenti è un processo molto seducente. Il dipendente è sedotto emotivamente dal credere di essere nutrito da sostanze e/o comportamenti, ma il temporaneo sollievo non rappresenta un reale nutrimento. Tutti noi abbiamo, talvolta, usato sostanze o comportamenti per evitare di affrontare una realtà spiacevole, quindi abbiamo il potenziale per creare relazioni dipendenti. La differenza che caratterizza la persona dipendente è il continuo allontanarsi dalla realtà e dalle responsabilità, in atteggiamento di continua evasione dalla vita.

– La relazione emotiva

La dipendenza è una relazione emotiva con una sostanza o un comportamento e i dipendenti stanno cercando di soddisfare i loro più intimi bisogni grazie a questa relazione. La dipendenza comincia come un’illusione emotiva. L’illusione può formarsi, nel dipendente, ancor prima che gli altri o lui stesso se ne siano resi conto.

– La logica emotiva

La dipendenza segue una progressione logica chiamata logica emotiva, non logica razionale. La logica emotiva può essere riassunta in una frase: “voglio ciò che voglio, e lo voglio adesso”. I bisogni emotivi sono spesso molto pressanti e compulsivi. La logica emotiva mette la persona contro sé stessa.

– La relazione patologica

Il dipendente sviluppa la relazione con una sostanza sperando di soddisfare con essa i propri bisogni. Questa è l’insanità della dipendenza, perché in genere le persone soddisfano i propri bisogni attraverso l’intima connessione con gli altri, con sé stessi e con un potere spirituale più grande di sé stessi. È attraverso una combinazione bilanciata di queste relazioni che ognuno può ottenere il proprio sano nutrimento emotivo. Nella dipendenza, il soggetto si allontana dalla funzione “normale” e socialmente accettabile delle cose ed instaura con esse una relazione patologica.

– dipendenti con sé stessi e con gli altri

Poiché la dipendenza è una malattia in cui la relazione primaria del dipendente è rivolta verso sostanze o comportamenti e non verso gli altri. Per il dipendente gli altri diventano un oggetto unidimensionale da manipolare. Nel tempo, per il dipendente, trattare gli altri come oggetti diventa quasi una seconda natura. Trattare gli altri come oggetti spesso conduce ad una maggiore distanza e ad un più grande isolamento da loro. I dipendenti trattano sé stessi come trattano gli altri. Nel trattare anche sé stessi come oggetti i dipendenti sottopongono le proprie emozioni, idee, spirito e corpo a svariati pericoli.

– Priorità sbagliate

Avere fiducia negli altri è una minaccia per il processo di dipendenza; per il dipendente attivo prima viene l’oggetto della dipendenza, poi gli altri. La dipendenza è un problema di relazione: è una relazione distruttiva, ma affidabile. I dipendenti attivi non hanno fiducia nella gente: un dipendente ha fiducia nella dipendenza.

E’ possibile guarire dalla dipendenza?

La dipendenza è un processo che porta verso promesse false e vuote: la promessa di sollievo, la promessa di sicurezza emotiva, il falso senso di benessere e il falso senso di intimità col mondo. Il trattamento della dipendenza da sostanze è un processo a lungo termine, che comporta astinenza+cambiamento.

Il recupero comporta dover attuare cambiamenti sia su di te (cambiamento interno) sia sul tuo stile di vita (cambiamento esterno). Perché si verifichi un cambiamento e perché l’astinenza si prolunghi nel tempo, è necessario migliorare o sviluppare nuove strategie di coping (fronteggiamento).  L’apertura mentale, il desiderio di apprendere e di ascoltare gli altri sono fondamentali per porre le basi della guarigione.