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La sete di vendetta

Il bisogno di vendetta è uno stato emozionale complesso che comprende a livello psicologico profondo una modifica del mondo del Sé e degli oggetti che produce  delle alterazioni nel comportamento, nel pensiero, nei valori e nella gradualità dei sentimenti.

Le manifestazioni esteriori della vendetta hanno caratteristiche più o meno invariabili. La persona  si presenta in uno stato di marcato malumore, insensibile, inesorabile e crudele. Egli in queste condizioni tende ad evitare tutti gli stimoli esterni che sembrano contraddire il suo stato emotivo. Inoltre, una serie di immagini e di fantasie sulle sofferenze subite alimentano il suo spirito vendicativo.

Nella genesi della vendetta possiamo intrecciare l’amore e l’odio. L’odio deriva dalla rabbia che rappresenta l’affetto primario intorno al quale la pulsione dell’aggressività alimenta il desiderio di vendetta. In alcuni casi l’odio può essere per motivazioni inconsce. La distruzione vendicativa attraverso la distruzione dell’oggetto considerato cattivo ha come scopo quello di poter ripristinare magicamente l’oggetto completamente buono, invece questo processo porta alla distruzione della capacità del Sé di porsi in relazione con l’oggetto. Così l’oggetto completamente cattivo continua a distruggere o inghiottire l’oggetto ideale completamente buono.

Il soggetto vendicativo sembra spesso caratterizzarsi per una sorta di sopravvalutazione di sé, ma la natura primitiva dell’affetto in questione lo rende incapace di qualsiasi adattamento piacevole, determinando un progressivo ritiro verso una sempre più profonda condizione di solitudine.